Una Nuova Avventura!

Alcuni indizi… 🔍

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di Davide Pegoraro e Alessandro Bernardi

Il Monfenera

Teatro delle battaglie che hanno prima sbarrato l’avanzata austroungarica e poi visto le truppe francesi assaltarne la cima vittoriosamente!

Il Monte Pertica

Una grande croce spicca oggi sulla cima, posta per volere dei reduci dei terribili scontri che avvennero soprattutto nel lungo prato che conduce alla sella in direzione di cima Grappa.

Il Cà Tasson

Naturale via di accesso alla cima più alta del massiccio e facile collegamento, tramite la strada Cadorna, a cavallo della Val dei Pez, con la croce dei Lebi.

Asolone

Il principale caposaldo austroungarico la cui vicinanza con la Strada Cadorna ne fece un caposaldo per la Battaglia del Solstizio.

Porte di Salton

Una corsa contro il tempo, ecco cos’è stata la battaglia d’arresto. Inesorabile, una clessidra con sabbia così fine, da far sembrare la strozzatura del vetro tanto ampia da inghiottire tutto quanto in un solo istante.

Col Moschin

Tra i monti più conosciuti della Grande Guerra, il Col Moschin deve la sua notorietà agli avvenimenti del 15 giugno 1918: La Battaglia del Solstizio. Perno della resistenza italiana che fece volgere le sorti dello scontro a favore del regio esercito.

Monte Prassolan

Scelto come sede di comando d’artiglieria dall’esercito austroungarico grazie alla sua posizione dominante sull’estremo angolo nord occidentale del massiccio.

Valderoa

La sella che separa la montagna dalle linee italiane del Salarolo è stata bombardata all’inverosimile e le scariche detritiche che la caratterizzano ci fanno capire come venne perforata per realizzare gallerie e trincee.

Salarolo

Solcato da profonde trincee di cresta, è stato fortemente presidiato dalle truppe austroungariche anche per preservare l’unico accesso diretto alla valle di Seren in direzione della sottostante Busa della neve.